venerdì 8 giugno 2007

Armida si cibava di plexiglass


Giovedì 24 agosto 1972 a George Lewis, nativo del Michigan, capitò una cosa che decisamente gli cambiò la vita. Non era mai stato un voltagabbana, né un particolare sostenitore dell’allora presidente dell’associazione “Feet and Out” Simon Roicher. Mister Lewis uscì di casa come ogni maledettissima mattina, prese le solite due uova, i soliti amaretti di Chicago, i tre soliti fottutissimi bicchieri di orange juice. Ma quella mattina fece un errore che gli costò molto più di 20 cent, 70 cent. Volle acquistare qualcosa che cambiasse quell’insopportabile routine routinizzata all’estremo. Prese una pallina antistress. Piccolo salto indietro: forse non tutti sanno che le cosiddette “no-stress balls” nacquero già ai tempi di Manzoni, quando il giovane scrittore, preso da forti attacchi d’ira verso l’incapacità di trovare un nome meno originale di Fermo a Renzo, non poté fare a meno di rilassarsi con quelle graziose gommine elastiche che tanto bene facevano ai suoi polsi. Ora, che un uomo acquisti una pallina antistress di giovedì mattina è cosa tanto plausibile quanto naturale, ma che il signor Lewis lo facesse proprio in quel preciso istante, tra le 8:34 am e le 8:55 am, beh…non è un caso. La prima volta che mi raccontarono questa bizzarra storia, sette anni fa mentre salivo in cima al colle delle zandine a Calarmia, in valbennata, stavo studiando un modo per uscire da una brutta storia di esami di feci, che stava truffando decine e decine di giovani studiosi irlandesi. Fu un colpo difficile da digerire, come mangiare una lasagna e quaranta cosce di agnello e ali di coniglio prima di andare a letto (nb: il coniglio non ha ali, ma sarebbe emozionante e cosa rara poterle assaggiare). Dovete sapere, infatti, che poco dopo l’acquisto della pallina per ridurre lo stress e l’illusione di dare nuovo slancio alla propria giornata, George non seppe più trovare la strada per tornare a casa. Theresa, la ragazza americana che me l’ha narrata mentre facevamo l’amore, mi ha confessato che le piace immaginare che il signor Lewis stia ancora vagando in cerca della sua casa, non molto lontana dal Burger King della 7° Avenue, in direzione Forceney. Oggi, George, avrebbe 107 anni.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

su amaretti di chicago è scattato l'applauso, sappilo, ileqa invece è la parola che dovrò digitare ed inserire qui sotto per certificare il mio commento come umano, sappi che metterla anche qui, nella form del commento, mi da i brividi di trasgressione, ileqa ileqa , voglio esagerare

Unknown ha detto...

bello
fess