sabato 19 maggio 2007

Non è Gommapiuma


UAN: “NON È GOMMAPIUMA”
IL POPOLARE PROTAGONISTA DI TANTI ANNI DI BIM BUM BAM SI CONFESSA IN UN' INTERVISTA ESCLUSIVA RILASCIATA A GIUSEPPE MOLTHO NELL’AGOSTO 2001.
NE RIPORTIAMO LA VERSIONE ORIGINALE INTEGRALE
(MAI PUBBLICATA!)

Uan, pupazzo sinonimo di fiducia. Chi non lascerebbe i propri figli con un amico così?
Uan è stato il protagonista di tanti anni di “Bim Bum Bam”, contenitore pomeridiano Fininvest/Mediaset per i più piccini. “Uomo simbolo” direbbe qualcuno, visto che ha tenuto compagnia davvero a tutti.
Ma da qualche tempo l’azienda ha deciso, (seguendo quanto avvenuto anche in Rai con “Solletico”), di cancellare tutti i contenitori per ragazzi, (“Ciao Ciao” è sparito già due anni fa) per lasciare spazio ad una nuova concezione di palinsesto, “più flessibile”, dicono.
Incontriamo Uan Liobson nel suo appartamento a Milano.

Milano, agosto 2001.
© a cura di Giuseppe Moltho

Uan, com’è la vita da “neo-disoccupato” illustre?
Le dirò che poi tanto “neo” non sono...i vertici aziendali hanno deciso di cancellare tutti i programmi che facevano compagnia a tanti bambini già da qualche anno per il semplice fatto che,ormai, non esiste più la “tv dei ragazzi”. Anzi, credo che nei prossimi anni assisteremo addirittura ad uno svuotamento tale che al pomeriggio, invece dei cartoon, ci saranno coppie in crisi e gente presa da strada.

Qual è la causa di tutto questo?
Credo che non ci si preoccupi più di proporre una tv “educativa”. Sembra che per tutti la televisione sia diventata semplicemente un calderone di sciocchezze, “puro intrattenimento” direbbe qualcuno. “Stronzate” direi io…

Facciamo dei nomi?
Ma quali nomi…qui è tutto un circolo vizioso di interessi, che va ben oltre qualche nome. Si tratta di politica, economia e potere. Come ho detto a Carlo (Sacchetti, ndr) è un grave errore lasciare i bambini da soli davanti alla tv…poi non ci si meravigli dei risultati alle elezioni o, peggio, di cosa potrebbe capitare se una “scossa” smuovesse il mondo…

“Scossa”?
Ho la netta sensazione che succederà un patatrac se non quest’anno, il prossimo. Non sono un allarmista, ma nemmeno un pupazzo.

La sua affermazione mi impone una domanda personale. Lei è ritenuto da tutti un semplice pupazzo in gommapiuma animato e doppiato da “certe” persone: che effetto le fa?
Ma…(ghigno plutarchico, ndr), per prima cosa non sono per niente un orsetto Teddy. Molti credono sia gommapiuma, polistirolo, tessuto, collante, bottoni agli occhi…Beh, è completamente sbagliato! Pensi solo a Four, (protagonista di “Ciao Ciao”, ndr): gambe che sembrano dei reattori nucleari, non mi pare uno scherzo! No, sono tutte balle quelle che hanno messo in giro e sono qui a dimostrarlo. Ullalà (mascotte delle prime edizioni di “Passaparola”, ndr) è l’ultima trovata. Dicono “ma si, che simpatica la tipa che lo anima…”; ma quale tipa?! Ullalà è stato partorito in gran segreto da una fanciulla tenuta sotto stretta protezione in una famosa fabbrica di panettoni svizzera.

Perché, in Svizzera fanno panettoni?
E non è finita qui. Le dirò appena una cosa: orologi.


Ha scoperto l’acqua calda, signor Uan…
Ma non capisce?! Il Tempo con la t maiuscola. Si comincia da lì, poi il resto viene automatico.

E’ una costante degli intervistati sugli anni 80: la visione apocalittica. Ma che cosa è successo in quel decennio? Le faccio una domanda sul tempo, allora. Insinua che gli svizzeri vogliano controllarci. Dice che la tv ci sta uccidendo. Dice che è facile cambiare una mattonella, ma poi non si arrotolano le lenzuola. Ci è rimasto poco tempo?
Sicuramente è problematica la gestione del tempo umano. Non ho ancora capito quale sia la linea che delimita il tempo che noi non vogliamo concedere a noi stessi perché è più semplice lamentarsi e rimandare, e la reale impossibilità di concludere qualcosa di più grande di noi per via della fragilità del tempo che ci è concesso. Forse il nostro desiderio maggiore sta nell'arte, quindi nell'eternità. L'arte per questo non può appartenerci: l'arte è disumana, va oltre la nostra mortalità, come noi siamo andati oltre le aspettative di Dio.

Lei è credente?
Non sono cristiano. Ho avuto un rapporto molto complicato con la dottrina cristiana sin dall’inizio. Non ho mai sopportato le cose imposte, e la religione è una di quelle. Forse per molte persone è una speranza, ma troppo spesso è una giustificazione. Credo in tante cose che ho potuto dimostrare e sperimentare nel mio quotidiano. La religione è un affare assai ruffiano. La ritengo allo stesso livello di una televendita, e badi bene che ho lavorato per una tv commerciale.

Se dovesse scegliere una canzone che rispecchi gli anni passati a Bim Bum Bam, quale sarebbe?
“Last Christmas” degli Wham. Ero innamorato di George Michael. L’altro della diade, invece, lo incontrai in uno speciale natalizio dell’allora giovanissima Canale5. Ci rimasi male, era tutto cerone. Cioè, non che fosse un brutto ragazzo, però non c’erano tracce di poesia nei suoi comportamenti. George, al contrario, era tutto una bollicina: frizzava come l’acqua gassata. Che bello!

Si interessa di politica?
Cosa, quella roba sporca e appiccicosa che fanno certi giornalisti?

Lei ha lavorato con artisti ora decisamente famosi, come Licia Colò e, soprattutto, Paolo Bonolis. Si sente un po’ un talent-scout?
Paolo è diventato uno dei simboli della nostra televisione. E’ un grande professionista, peccato che non si prenda un po’ più sul serio. E’ bravissimo a giocare con la lingua italiana e sa creare tormentoni. Mi piacerebbe vederlo in un talk-show irriverente, perché è un genio della presa in giro. Trova macchiette in chiunque e sa divertire. Licia Colò è dolce come un cucchiaio di miele versato in una tazza di alchool.

Cosa le manca di più del suo lavoro?
La possibilità di fare qualcosa di creativo. Ora ho in ballo dei progetti, ma non sono per niente ottimista. Sto preparando un libro dove racconto cosa sta dietro molti cartoni giapponesi.

Un’anticipazione?
Occhi a mandorla (si gratta l’orecchio sinistro e si blocca per 15 secondi, ndr).

Cosa vedranno i bambini del ventunesimo secolo in tv? Niente più Candy, Creamy, Lady Oscar, Puffi…?
Quelle erano storie interessanti e piacevoli, con una morale sotto mai troppo esaltata. Semplici racconti, affidabili e forse un po’ romantici. Nei cartoni di oggi vedo tanta puzza. Un gran peccato; non vorrei mai essere un bambino moderno…poveretti.

(si ringrazia www.dimenticatoio.it)

3 commenti:

Arthur Cravan ha detto...

fantastica questa evoluzione televisiva.
Come nella meccanizzazione del lavoro, si procede in senso ingegneristico, per far funzionare meglio "la macchina" a scapito del personale, a svantaggio della persona.
Si licenziano i presentatori, si eliminano gli involucri, si scindono i contenuti dal contenitore. Rimarranno contenuti scevri dall'umano in televisione, e presentatori senza oggetto da presentare, sui blog.

Un giorno la televisione sarà una telecamera che inquadra lo spettatore, e ognuno sarà insieme il contenuto, il presentatore e il pubblico.

seymandi ha detto...

Ringrazio vivamente Cravan per questa lucidissima analisi. La televisione diventerà una soggettiva senza inquadratura.

Anonimo ha detto...

Forse non tutti sanno che:

http://www.harrr.org/trascendentale/3/il-pupazzo-uan-e-vivo